Home Quattro chiacchiere con Cassandra Cassandra Crossing/ Pinne d’argento, immense Astronavi

Cassandra Crossing/ Pinne d’argento, immense Astronavi

SpaceX materializza un’icona della fantascienza, da molti ritenuta ingenua.

C’era una volta la fantascienza, le copertine di Urania

ed i primi kolossal di genere come “Destination Moon

in cui gli astronauti scendono la scaletta dell’altissimo razzo, appena atterrato nel cratere Harpalus.

Si, perché nel mito dell’astronave i razzi erano alti, belli e slanciati, con le pinne d’argento, ed i getti ardenti che da esse esplodevano..

Poi la “vera” corsa alla Luna ed il progetto Apollo cambiarono l’immaginario visivo della fantascienza.

Pur essendo un costosissimo accrocco, il Saturn-V fece il suo sporco lavoro e portò l’uomo sulla Luna. Però, diciamoci la verità, il Saturn-V ed il LEM come estetica erano veramente una chiavica. Hanno comunque ispirato altri decenni di film di fantascienza; l’ingegneria aerospaziale ed il suo funzionalismo la facevano da padrone, e l’estetica, malgrado gli sforzi dei modellisti di effetti speciali, era messa da parte.

Poi SpaceX ha “coreografato” gli atterraggi in sincrono dei Falcon 9, e la fantascienza anni ’50 è tornata alla ribalta; gli atterraggi dei due booster gemelli del Falcon Heavvy sono stati davvero la “materializzazione” di un classico della fantascienza.

Dopo questa lunga premessa, veniamo al punto.
L’altro giorno Cassandra stava leggendo l’interessantissima notizia che la NASA ha aperto una gara per il prossimo vettore lunare, e che SpaceX l’ha vinta con questa variante senza alettoni di Starship.

Sembrava una notizia “commerciale”, ma appena guardata l’illustazione a Cassandra è scattato un dejà vu fulminante; confrontatela con l’immagine dell’astronave di George Pal.

E qui sotto, confrontatela con la forma e le dimensioni dei veicoli lunari della concorrenza.

Che dire, George Pal ed il Professor Marziano II evidentemente avevano già capito tutto. Ed il profilo quasi kitsch della Starship all’accensione dei motori

sembra un modellino preso dai film di fantascienza giapponesi anni ’70, o direttamente dal Thunderbird 1 della serie animata “Thunderbirds”.

L’ingegneria aerospaziale e l’antico immaginario fantascientifico si stanno forse riunendo?

Chissà se altre illustrazioni classiche della fantascienza di oggi si riveleranno uguali alla realtà di domani.

 

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