Cassandra Crossing/ Contanti e coscienti

Il nuovo assalto ai contanti, tra false dicotomie e libertà negate.

 

29 giugno 2020 — Era un po’ che, forse come effetto collaterale della pandemia, non si sentivano sproloqui sulla limitazione o l’abolizione dei contanti.

La tecnica propagandistica utilizzata è sempre la stessa; la creazione di una falsa dicotomia, basata su qualche alternativa largamente condivisa.

Una falsa dicotomia consiste nel presentare una questione complessa come scelta tra due sole possibilità alternative, quando in realtà ce ne sono numerose altre.

Selezionando opportunamente la seconda parte della dicotomia si può “demonizzare” qualsiasi cosa. Pilotare qualunque scelta.

Un classico del passato è stato “Volete la sicurezza o la privacy?

La risposta ovvia, particolarmente quando chi pone questa dicotomia è un addetto ai lavori od un pubblico ufficiale, è “Voglio la sicurezza e la privacy”, sei pagato per fornirmele tutte e due.

La causa di fondo che rende efficaci questi slogan è che i cittadini italiani sono ormai mediamente incapaci di leggere e comprendere un articolo di media complessità, e tanto meno di riassumerne i punti principali in poche parole.

Quando Cassandra andava a scuola col grembiulino, queste “abilità” erano indispensabili per passare l’esame di quinta elementare.

Ecco che, grazie a questo analfabetismo concettuale, un artificio dialettico elementare ed evidente come la falsa dicotomia diventa un’arma di distrazione di massa potentissima per pilotare l’opinione pubblica.

Riuscire ad enunciare una falsa dicotomia, senza che l’interlocutore immediatamente la denunci e sbeffeggi il disonesto interlocutore, conferisce un vantaggio enorme in qualunque discussione; più che avere il bianco a scacchi, più che giocare in casa a calcio.

Ecco perché quando una nota e per altre cose meritoria giornalista sceglie come suo nuovo cavallo di battaglia la lotta al denaro contante, riutilizzando lo sloga evegreen “Contanti o lotta all’evasione”, viene da stupirsi che nessuno la sbeffeggi.

Vogliamo i contanti e pretendiamo la lotta all’evasione.

Ne abbiamo diritto perché paghiamo chi la deve fare, e perché in altri paesi l’evasione è un problema secondario.

Come diceva il Manzoni, se le “gride” precedenti non sono servite “all’esterminio dè bravi”, è ben difficile che una in più possa cambiare le cose.

Altra falsa dicotomia è che le indagini contro i criminali vengano rese più difficili dall’uso dei contanti.

Internet e gli smartphone non bastano? Sono l’arma investigativa più potente mai inventata.
Che tutti abbiano un potenziale captatore informatico in tasca non è sufficiente?

Oppure le indagini convenzionali, non informatiche sono, state vietate per legge? Vedere chi vive in una villa o guida una supercar è diventato illegale?

La verità è che i contanti sono ormai la massima espressione di libertà che gli stati nazionali hanno prima riconosciuto ed ancor oggi lasciato ai propri cittadini.

Con quel pezzo di carta o di metallo lo Stato riconosce di essere (almeno in questo) incondizionatamente debitore e vassallo del cittadino.

Proprio come diceva la scritta stampata sulle vecchie banconote in lire “Pagabile a vista al portatore”; ti davano oro se andavi in Banca d’Italia. No questions asked.

Valida per l’estinzione di qualunque debito, pubblico o privato”.

Lo stato si riconosce tuo debitore, con tuo incondizionato potere di esigere il debito in ogni momento.

Ora le valute moderne sono molto diverse, più simili a giochi finanziari non convertibili in oro, ma la sostanza non è cambiata. Se hai del contante, se hai un euro in mano l’Unione Europea ne garantisce il pagamento. Quando vuoi.

Altrimenti hai dei bit da qualche parte che forse, solo forse, al momento del bisogno riuscirai a convertire di nuovo in denaro.

Ma oltre a questo indiscutibile diritto, i cittadini onesti hanno oggi più che mai bisogno del contante.

E’ l’unica arma semplice ed efficacissima per riuscire a limitare il continuo furto di dati personali che internet e le transazioni elettroniche permettono, e che nessuno fa niente di serio per contrastare.

Parafrasando il capitano Kirk “Contanti, ultima frontiera … della libertà

E se non è chiaro così …

Marco Calamari
Marco Calamarihttp://www.cassandracrossing.org
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come "Cassandra", a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" e "ZeusNews, dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". Scrivere a Cassandra - @calamarim Le profezie di Cassandra: @XingCassandra Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra" Lo Slog (Static Blog) di Cassandra L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

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