Cassandra Crossing/ Come perdere mezzo miliardo

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Non serve perdere la password del wallet Bitcoin, basta un software vetusto, con un’interfaccia malprogettata, utilizzato da un indiano sottopagato…

Mike, il computer intelligente di “La luna è una severa maestra” di Heinlein, ascoltando questa storia l’avrebbe definita “Uno scherzo che fa ridere molte volte”.

Quelli che odiano le banche (chi non le odia?) proverebbero anche una certa soddisfazione.

Quelli che sviluppano software penserebbero che chi risparmia sui sistemi informativi e sullo sviluppo di interfacce per una volta ha avuto quello che si meritava.

E Robin Hood avrebbe pensato che, per una volta, le cicale restituiscono i soldi alle formiche senza che lui debba alzare un dito.

Ed invece solo di una banale errore di utilizzo di un software vecchio e malfatto da parte di un subcontractor in India si tratta.

E Citibank ha tuttora un buco di 500 milioni di dollari, che potrebbe non essere mai colmato.

Cassandra ha già scritto

dei problemi inaspettati che un’interfaccia utente mal realizzata può dare, e questo ne è un altro ottimo cattivo esempio.

Ecco un riassunto di quello che è successo

Il mondo della finanza è complicato, anche per quanto riguarda il software e le procedure che impiega.
Come in tutta l’industria, anche dove girano i miliardi si risparmia su tutto.
E cosi un intermediario finanziario, che tra le altre cose gestisce pagamenti per conto terzi, ha rimborsato per errore quasi un miliardo di dollari di mutui che una azienda ormai male in arnese aveva acceso con una serie di finanziatori.

Di questi mutui l’intermediario avrebbe dovuto pagare solamente gli interessi; ha invece rimborsato, per errore, l’intero mutuo a tutti i creditori.

Poiché il debitore era appunto male in arnese, i suoi crediti valevano meno della metà del nominale, e quindi vedersi restituire in un colpo solo l’intero mutuo per i creditori è stata una inattesa manna dal cielo.

Comprensibile quindi che, pur essendo stati informati dell’errore il giorno dopo, moltissimi abbiano deciso di tenersi i soldi. Ed un giudice, per ora, ha dato loro ragione.

Le operazioni finanziarie erano subappaltate a degli operatori indiani, che venivano controllati non da uno ma addirittura da due responsabili indipendenti, che validavano ogni operazione prima che venisse completata.

E tutti e tre hanno sbagliato nello stesso modo ad usare un vetusto ed incomprensibile programma, probabilmente scritto in Borland Delphi, ambiente di sviluppo dello scorso millennio.

Anche i programmi vecchi, se ben scritti, possono fare un ottimo lavoro dopo venti anni, ma se sono stati scritti male, con interfacce incomprensibili, controintuitive e senza controlli di errore, sono un disastro annunciato.

Infatti per fare l’equivalente di un bonifico, e rimborsare gli interessi, il conto corrente non doveva essere scritto in un unico campo, ma in tre, senza una logica apparente.

Ed il povero indiano non lo sapeva, od ha sbagliato.
Ed il povero collega indiano che lo controllava non lo sapeva, od ha sbagliato, o non ha controllato.
Ed il dirigente senior americano non lo sapeva, od ha sbagliato, o non ha controllato, o stava pensando a come raggiungere i suoi obbiettivi di fine anno.

Il risultato è stato che il giorno dopo il povero indiano, probabilmente oggi disoccupato, ha controllato il totale, ed ha scoperto di aver pagato non 7,8 milioni ma quasi un miliardo di dollari.

Immediata reazione. Segnalazione dell’errore. Richiesta di aver indietro i soldi.

Ma moltissimi creditori, che avevano riavuto indietro soldi che consideravano ormai persi, se li sono tenuti.

Ed anche un giudice ha dato loro ragione.

Ora è l’intermediario che possiede i crediti marci per i mutui che ha rimborsato per errore, e la battaglia legale è soltanto incominciata.

Ma ditemi, voi che passate le vostre giornate insieme a costosi e vetusti software, e che li odiate sentitamente per quanto funzionano male, cosa ne pensate di questa storia?

Scrivere a Cassandra@calamarim

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