Cassandra Crossing/ Analfabetismo numerico e Covid-19

Woodcut illustration of Cassandra's prophecy of the fall of Troy (at left) and her death (at right), from an Incunable German translation by Heinrich Steinhöwel of Giovanni Boccaccio's De mulieribus claris, printed by Johann Zainer [de] at Ulm ca. 1474.… kladcat - Woodcut illustration of Cassandra's prophecy of the fall of Troy (at left) and her death (at right) Woodcut illustration (leaf [f]5v, f. xlv) of Cassandra's prophecy of the fall of Troy (at left) and her death (at right), hand-colored in red, green, yellow and black, from an incunable German translation by Heinrich Steinhöwel of Giovanni Boccaccio's De mulieribus claris, printed by Johannes Zainer at Ulm ca. 1474 (cf. ISTC ib00720000). One of 76 woodcut illustrations (1 on leaf [e]8v dated 1473), each 80 x 110 mm., depicting scenes from the life of the women chronicled (for a full list of subjects, cf. W.L. Schreiber, Handbuch der Holz- und Metallschnitte des XV. Jahrhunderts (Nendeln: Kraus Reprints, 1969), no. 3506). "Pour la première moitie le nom se trouve inscrit à côte de la tête de chaque femme, pour le reste il es ajouté entre les deux réglettes. Il n'y en a que trois, qui n'ont qu'un seul trait carré."--Schreiber. Established form: Zainer, Johannes, ‡d d. 1541?. Established form: Cassandra (Legendary character) Penn Libraries call number: Inc B-720 All images from this book Penn Libraries catalog record Penn Libraries call number: Inc B-720

Da Benedetto Croce a Facebook:

che fine ha fatto la cultura scientifica degli italiani?

 

Per non pensare per un momento alle contingenze della pandemia, pur continuando a parlarne, Cassandra ha scelto di porsi una domanda.

“Come mai, malgrado da mesi il numero di nuovi contagi aumenti con ritmo almeno geometrico od addirittura esponenziale, i media ed i loro fruitori riescono oggi ad essere sorpresi?
Perché le persone di tutti i gradi di istruzione con cui Cassandra in questo periodo condivideva le sue fosche previsioni erano increduli?
E perché, per alcuni, avere posti liberi in rianimazione sembra ancora rassicurante?”

E’ vero, son tre domande e non una, ma in effetti la causa dietro di esse è unica; l’ignoranza (in senso latino).

Si tratta infatti della mancanza di nozioni semplici e scolastiche da applicare a dati pubblici; basta una cultura da seconda liceo per fare una stima dell’andamento recente della pandemia in Italia, ed estrapolare i dati di oggi al prossimo futuro. Ah no, serve ovviamnte anche la volontà e la possibilità di capire i numeri, di leggerli, di comprenderli.

Progressione geometrica, progressione esponenziale, ricordate la differenza? Dovreste, se avete almeno un diploma.

Un ingegnere nucleare ha un innato rispetto per i fenomeni esponenziali, come l’avvio di un reattore nucleare; l’estrema e quasi ridicola cautela (per uno studente) con cui un conduttore di caldaie nucleari (si chiamano proprio così) fa diventare critico un reattore colpisce e stupisce. Come se in un reattore nuclearee non ci fossero sistemi di sicurezza automatici così paranoici che rendono addirittura difficile compiere l’operazione di accensione.

Sì, i fenomeni naturali geometrici od esponenziali meritano rispetto e considerazione, e nel caso di pandemie e reattori nucleari anche timore.

Ma, tornando alla domanda originale, comprendere l’impatto di una epidemia con andamento geometrico od esponenziale su qualsiasi risorsa finita, come un sistema sanitario, dovrebbe essere alla portata di una grande percentuale dei cittadini italiani.

Così non sembra essere; le nozioni matematiche sono state studiate ma non assorbite, men che mai utilizzate.

Perché?

Cassandra attribuiva, come altri, alla riforma degli studi voluta nel 1923 da Benedetto Croce questo problema che sembra permeare l’intera società italiana, in modo particolare a livello di media e decisori.

Ma poi ha incontrato una considerazione di Camillo Olivetti, in un articolo su “Lo spirito dell’industria meccanica” pubblicato nel lontano 1937 dalla rivista “Tecnica ed Organizzazione”:

“L’istruzione della nostra borghesia ha un fondamento prettamente anti-industriale. Noi siamo ancora i figli dei latini, che lasciarono ai servi e ai liberti i lavori industriali e che in ben poco conto li ritennero, tanto che ci tramandarono le storie dei più mediocri proconsoli, e dei poetucoli e degli istrioni che dilettarono la decadenza romana, ma non ci ricordarono neppure i nomi di quei sommi ingegneri che costruirono le strade, gli acquedotti e i grandi monumenti dell’Impero Romano.”

Gli effetti nefasti della riforma Croce-Gentile del 1924 non avevano certamente ancora avuto modo di manifestarsi, e d’altra parte la considerazione di Olivetti retrodata questo problema di almeno di duemila anni.
Si tratta di una considerazione che non richiede dimostrazioni, dato che i fatti su cui poggia sono anche questi noti più o meno a tutti.

Quindi che dire? Di chi è la colpa?
Una risposta molto difficile da dare, dovendo risalire a tempi remoti. Ma forse anche in questo caso così diverso, la risposta la troviamo in un’altra citazione; è la stessa data da V in “V for Vendetta”.

“Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole… non c’è che da guardarsi allo specchio.”

E’ inutile prendersela con Croce o gli antichi romani; un’educazione al rispetto per la cultura è l’unica possibilità per un futuro diverso, dove non solo la pandemia ma anche l’analfabetismo numerico possano essere sconfitti.

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