Il compositore che riesumiamo in questa puntata della nostra serie LE SINFONIE DEI DIMENTICATI, non é proprio un dimenticato in senso stretto, sopratutto per chi ha studiato pianoforte ed é stato da lui tiranneggiato dovendosi sorbire i suoi complessi ed innumerevoli studi tecnici sulla velocitá, il tocco, la polifonia, l’articolazione e via discorrendo. è sí un dimenticato per quanto riguarda l’ambito sinfonico dove invece appare un Autore di tutto rispetto anche se nella sua produzione prevale l’aspetto pianistico e sopratutto didattico. Parliamo dell’austriaco Carl Czerny, grande didatta ed ottimo esecutore, allievo di Beethoveen e a sua volta insegnante di Liszt. Proponiamo la sua Sinfonia n.6 in Sol minore, segnalando all’ascolto anche la n.5 in Mi bemolle maggiore e la n.2 in Re maggiore.


 

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Gianfranco Carignani
Pescia1949, Martina Franca 2017. Toscano DOCG col salmastro dell’amata Versilia nelle vene. Musicista si puó dire da sempre (a 4 anni giá suonava la fisarmonica): Organista con particolare predilezione per gli antichi organi a trasmissione meccanica e per la musica italiana antica (secc. XVII e XVIII). Direttore di Coro, fondatore e direttore dell’Ensemble Vocale “Climacus” alla guida del quale ha tenuto concerti in varie città d’Italia; Compositore e arrangiatore di musica vocale e strumentale, vincitore del 1° premio nel Primo Concorso Internazionale “La canzone napoletana in polifonia” con l’arrangiamento per coro a 4 voci miste della brano “ I’ te vurria vasà “; è stato membro della Commissione Artistica dell’Associazione Cori della Toscana, interessandosi in particolare, oltre che dei problemi della didattica vocale rivolta a gruppi non professionistici, alla ricerca e al recupero degli eventi musicali di tradizione orale popolare sopratutto toscana. Innamorato dell’italico idioma, e supportato da una cultura classica basata sulle letterature greca, latina e italiana, storia dell’arte e della musica, si dedica volentieri allo studio delle tradizioni popolari che coinvolgano la musica assieme agli aspetti storici, antropologici e geoculturali, ricerca questa che si è rivitalizzata particolarmente una volta che si è trasferito stabilmente in Brasile, Paese fertilissimo in questo terreno culturale. Il est bel et bon (tra 1500 e 1700) Ensemble vocale e strumentale Climacus Articoli

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