I Queen cantavano un tempo “Viva Barcellona”. Difficile dimenticare le note e le strofe di un testo che potrebbe diventare l’inno della Catalogna, alle prese con un Referendum negato da Madrid. “Fino alla fine W Barcellona. Il mio sogno si sta avvicinando” , e forse è destinato a infrangersi, aggiungiamo noi? Non avremmo mai creduto che un referendum potesse scuotere la Spagna e se dovessimo ricercare indizi, allontanando sospetti per la ricerca della Verità, chissà se la parola populismo sarebbe stata agitata così negativamente  come sta avvenendo troppo di frequente in questi ultimi anni. Alla base di tutto c’è l’irreversibilità del “sistema Europa” e questo accade per l’appunto quando le democrazie vanno in coma e i popoli devono convertirsi al ruolo di sudditi. Un referendum dovrebbe essere un segnale per uno Stato di malesseri profondi all’interno di una società e se c’è davvero la voglia di dare risposte ai cittadini si dovrebbe  cercare  di capire cosa si deve fare. Invece i segnali sono inequivocabili. Pugno di ferro e negazione di quello che è un bisogno e un diritto  e che lo Stato abiura, insieme alla  protesta di  massa che nasce dal basso . Siamo all’assurdo: fa troppo paura la parola Stato, non più compatibile con la parola  Europa che nelle proprie sedi decide ciò che ritiene sommariamente giusto per i vertici, ma non per le masse sempre più chiamate alla sottomissione e all’obbedienza. Fiacchi i servizi in Tv, ultimi gli spazi, dedicati dai giornali alla Catalogna, come se quelle proteste di massa fossero una vergogna da nascondere e non mostrare troppo. Cosa fa paura all’establishment europeo così prevenuto che si nasconde dietro un silenzio complice, lasciando che si consumi un misfatto ai danni dei manifestanti?

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Antonella Policastrese
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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