Armi nucleari: il problema non è la Corea del Nord

Dopo la decisione degli Usa (e di molti altri paesi) di votare contro la proposta delle Nazioni Unite per la messa al bando degli ordigni nucleari e le scintille tra loro e la Corea del Nord, di queste armi di distruzione di massa si parla sempre più spesso.

La verità, però, è che il problema non è la Corea del Nord: oggi nel mondo sono moltissimi i paesi che dispongono di un’arma nucleare e la maggior parte di essi è in guerra. Se da un lato, infatti, è vero che le armi nucleari sono diminuite dalla fine della Guerra Fredda (erano oltre 70mila nel 1986, mentre ora si stima che ne siano in circolazione ancora poco meno di 15mila), dall’altro c’è da tenere presente che l’arsenale nucleare è stato periodicamente aggiornato e le nuove armi di distruzione di massa sono molto più potenti di quelle che facevano parte degli arsenali russo e americano durante la Guerra Fredda o di quelle che distrussero Hiroshima e Nagasaki. Ma non basta. Oggi pare di essere di fronte ad una inversione della tendenza. “Il ritmo di riduzione è rallentato in modo significativo. Invece di pianificare il disarmo nucleare, gli Stati dotati di armi nucleari sembrano intenzionati a lasciare grandi arsenali per un futuro indefinito”, ha dichiarato la Fas la Federation of American Scientists.

E mentre tutti i media si concentrano sulla Corea del Nord e sul suo potenziale bellico (irrisorio se confrontato con quello di paesi come gli Usa o la Russia), nessuno osa parlare degli arsenali di altri paesi. Come Israele di cui nessuno conosce realmente il numero di testate nucleari disponibili (per la Fas sarebbero almeno 80, ma altre fonti parlano di 200) o del Pakistan (sarebbero da 120 a 130 testate nucleari), o dell’India (110/120). Per non parlare del fatto che mentre al Corea del Nord non partecipa a nessun conflitto armato, la maggior parte delle armi nucleari sulla Terra sono nelle mani di paesi in guerra, come gli Usa (in guerra in molti paesi), la Russia (in guerra in Siria, Cecenia e Ucraina), il Pakistan (in guerra con l’India), l’India (in guerra con il Pakistan), Israele (in guerra con la Palestina). E anche le testate nucleari rimanenti sono tutt’altro che in smantellamento: quelle nel Regno Unito e in Francia, ad esempio, sono “operative” ovvero pronte all’uso con poco preavviso.

Quello che evidenziano i ricercatori del Fas è il fatto che mentre Stati Uniti, Russia e Regno Unito stanno riducendo il numero delle loro testate (sebbene in alcuni casi ammodernando e potenziando quelle esistenti), in paesi come la Francia il loro numero non sembra essere diminuito. Per non parlare di Cina, Pakistan e India dove le testate atomiche starebbero aumentando.

E, solo poche settimane fa, nessuno di questi paesi (e non solo la Corea del Nord, spesso presentata come “nemico numero uno”) ha votato a favore della definizione della direttiva per la messa al bando delle armi nucleari in preparazione alle Nazioni Unite. Una scelta inaccettabile che comporta rischi enormi e pericoli per tutto il pianeta.

C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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