ANCORA UNA VOLTA ELEZIONI TRUCCATE

Ma come è possibile che l’elettorato italiano continui a votare per personaggi corrotti, collusi, giudicati ladri e tant’altro? Ebbene, diciamo che molti sono ingenui, altrettanto sono stupidi, altri pavidi ed altri ingordi, altrimenti senza queste premesse non si capisce il loro comportamento al voto.

Gli ingenui, rappresentano quella categoria che vota “a pelle”, per sensazioni non giustificate da ragioni particolari, ma per simpatia.

Gli stupidi: rappresentano quella categoria che votano per “partito preso”. Molti di voi ricorderanno l’affermazione di tanti comunisti: “Non toccatemi il partito”. Oppure quella di tanti democristiani, incluso Montanelli: “Turatevi il naso e votate DC”.

I pavidi: quelli di “Francia o Spagna purché se magna”.

Gli ingordi:  ovvero quella categoria che vota per interessi personali, quella pletora che ruota intorno ad un partito perché ne ha, o spera di averne dei benefici. Zio Remo (Gaspari) è stato l’esempio più lampante di politicante che ha promesso più posti di quelli che erano addirittura disponibili.

Gli ingenui continuano a credere che Bossi sia il paladino del nord, Berlusconi una persona valida, Monti una intelligente e Bersani uno che sa di politica perché è cresciuto nella scuola del Partito Comunista.

Gli stupidi continuano a credere che la Lega Nord sia il difensore dei loro interessi contro i ladri di Roma (la famiglia Bossi rubava a Roma), il PDL il difensore degli imprenditori capaci (Berlusconi è stato arricchito da Craxi senza mai dare nessun ringraziamento pubblico al defunto) ed il PD-L credono che sia il partito dei lavoratori (anche se nessun dirigente di quel partito ha mai lavorato).

I pavidi continuano ad essere gli Italiani di sempre, forti con i deboli e deboli coi forti.

Gli ingordi non smetteranno mai di credere che in politica tutti rubano, quindi è legittimo rubare.

Per questi e tanti altri motivi i partiti hanno vanificato il Referendum sulla abolizione del loro finanziamento pubblico e, oltre a dilapidare soldi in incentivi personali, hanno impiegato quei fondi per “comperare” voti.

Sotto quest’ultimo aspetto è nata una vera e propria industria con produzione a catena.

Tante organizzazioni criminali (conosciute e non) sono al servizio (a pagamento) dei partiti per acquisire voti con regalie, promesse o minacce. I partiti non hanno alcun obbligo di rendicontazione dei fondi pubblici, per cui ne fanno l’uso che fa loro più comodo.  A parte il fatto di nominare scrutatori di seggio (corrotti e scelti da loro) che generano contestazioni e annullamenti inesistenti di schede votate, o di far votare le schede consegnate in bianco dai loro scrutatori, i partiti che hanno finanziamento pubblico hanno costruito un vero e proprio accordo in tal senso: spartizione dei voti, spartizione dei seggi (il vecchio Manuale Cencelli è sempre in auge). Domanda: “Ma che fine hanno fatto i sei milioni di Euro raccolti dal PD-L per le primarie?”. E’ mai possibile che gli elettori si siano fatti abbindolare in questo modo insulso? Com’è possibile che ex comunisti, democristiani, e socialisti (furbi di sette cotte) siano caduti in questa trappola ingenua? Bo!

I partiti vanno processati immediatamente come “organizzazioni per delinquere”, visto che il loro comportamento è cosciente e finalizzato all’arricchimento illecito.

Molti dicono che in Italia siano i comici a fare politica (Crozza, Grillo ed altri). Ebbene, questi dimenticano che il più grande sociologo italiano è stato un certo Totò, che in alcuni film geniali ha descritto in modo preciso e puntuale una realtà che dura tutt’oggi (Vota Antonio, Vota Antonio), (La vendita della Fontana di Trevi), (L’Onorevole Trombetta la cui figlia sposa il Dr. Bocca), (Lo sputo nell’occhio a Capri), (Totò e Peppino divisi a Berlino), (La stampa dei biglietti di banca con l’errore ortografico) (L’affermazione “… e siccome io sono democratico, si fa come decido io”…) e chi più ne ha più ne metta.

Un personaggio che ha dimostrato un minimo di dignità in tutto questo squallore è il Presidente della Repubblica che ha detto che sarà lui a proporre un governo dopo le consultazioni: probabilmente ha capito che le votazioni sono manipolate.

domenica 3 marzo 2013

Enrico Furia

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