Julian Assange e il Nobel

Cosa ne è stato della candidatura di Assange al Nobel per la Pace?

 

Julian Assange, cittadino australiano e giornalista, ancora oggi sta marcendo nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh nel Regno Unito; in un paese dove si pone una grande attenzione sui regnanti, ma dove un innocente resta tuttora in galera, senza essere cittadino di quel paese e senza essere accusato di nessun reato.

Sta lì mentre il locale governo non ha ancora deciso quando consegnarlo a un paese terzo, gli Stati Uniti, dove è accusato di molti reati, sulle motivazioni dei quali non vale la pena di spendere altre parole.

Ha la gravissima colpa di aver fatto il suo mestiere e aver permesso alla gente di essere informata e quindi più libera. “Libera” nel senso usato da Gesù nel Vangelo di Giovanni (8, 32): “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. E quindi Assange soddisfa pienamente alla definizione di eroe: “Eroe è colui che, andando contro il proprio vantaggio e la propria sicurezza, compie un’azione dalla quale molti altri trarranno reale beneficio”.

Ahimè,troppe persone considerano questa una cosa poco importante per le loro vite. È dal lontano 7 dicembre 2010 che Assange ha vissuto privo della libertà di muoversi e di avere relazioni sociali, tra confinamenti e detenzioni di diverso tipo; da tre anni vive in regime di isolamento in un carcere di massima sicurezza.

Sono anni che le luci dei media lo hanno abbandonato e, a parte alcuni isolati articoli apparsi sulla stampa italiana, che variavano dal disinformato al nauseante, Assange “mediaticamente” non esiste più. Questo per lui aggrava il pericolo; chi si trova nelle sue condizioni di oppressione può solo trarre beneficio dall’attenzione dei media.

È anche per questo che alla fine del 2021 Cassandra aveva promosso e partecipato a una campagna volta a candidare Julian Assange per il premio Nobel per la Pace 2022, diretta anche ai parlamentari italiani ed europei.

Pochi giorni fa c’è stata l’assegnazione del premio, che è andato invece ad Ales Bialiatski, un attivista bielorusso noto per il suo lavoro sui diritti civili, e a due organizzazioni umanitarie: Russia’s Memorial e Ukraine’s Center for civil Liberties.

Nulla ovviamente da dire sui vincitori. Semmai si può notare come, rispetto alla candidatura di Assange, questa scelta non crei nessun conflitto tra Unione Europea e Stati Uniti, mentre l’assegnazione del Nobel ad Assange avrebbe visto l’UE in contrapposizione con USA e UK.

Andreottianamente si potrebbero fare evidenti considerazioni sul fatto che per il secondo anno consecutivo il premio viene assegnato a dissidenti di paesi dell’ex Unione Sovietica. Sarebbe stato un atto molto più oggettivo e coraggioso se il Comitato Norvegese per il Nobel per la Pace avesse pescato il vincitore tra i “dissidenti e oppressi di casa nostra”, cosa che avrebbe certamente reso infelici ben 5 nazioni, appartenenti alle cosiddette “democrazie occidentali”.

E così il mancato supporto ad Assange, che l’assegnazione del Nobel avrebbe fornito, lo lascia in quella condizione di oppressione e di pericolo che certamente sarebbe stata contrastata, sia dall’assegnazione del premio in sé sia dai riflettori dei media, riflettori che l’avrebbero dovuto inquadrare di nuovo.

È stata infine, ancora una volta, un’occasione perduta per assegnare un Nobel coraggioso, più attento ai meriti e alla sostanza dei fatti che alla politica del momento.

 

Marco Calamari
Marco Calamarihttp://www.cassandracrossing.org
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come "Cassandra", a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" e "ZeusNews, dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". Scrivere a Cassandra - @calamarim Le profezie di Cassandra: @XingCassandra Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra" Lo Slog (Static Blog) di Cassandra L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

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