A 16 anni di distanza dai tragici eventi che ebbero luogo l’11 settembre 2001, la ricostruzione ufficiale di quanto accaduto quel giorno continua a presentare numerose lacune oltre che a porsi in totale contrasto con le risultanze ottenibili dall’esame delle prove.

Scopo del presente articolo è analizzare tre differenti teorie su quanto accaduto la mattina dell’11 settembre 2001.

La teoria olografica

La teoria probabilmente più interessante e, bisogna ammetterlo, anche leggermente provocatoria, è quella, avanzata per primo da Stefan Grossman, secondo la quale quel giorno nessun aereo si sarebbe schiantato contro le due Torri.

A prima vista, essa potrebbe sembrare la boutade di un folle cospirazionista ma, se la si esamina con atteggiamento analitico e con scientificità, si giunge a comprendere come essa trovi nelle prove un suo fondamento.

Innanzitutto occorre premettere che in ambito militare esiste una tecnologia di tal tipo, vale a dire una tecnologia in grado di creare ologrammi dalle forme più varie.

Già nel 1997, la rivista statunitense Defense Weekly pubblicava un articolo sulla cosiddetta Offensive Info War e, tra i vari progetti riportati, se ne menzionava uno relativo all’utilizzo di proiezioni olografiche tridimensionali persuasive in scenari di guerra.

Secondo Stefan Grossman ciò che è volato contro il World Trade Center sarebbe stato un missile Cruise con sopra la proiezione di un Boeing 767.

Come detto in precedenza, a prima vista potrebbe sembrare una teoria assurda ma, se si esaminano foto e filmati, si comprende come non sia una teoria così peregrina.

Innanzitutto procediamo ad esaminare le foto che ritraggono dal basso il volo United Airlines 175, il secondo a essersi abbattuto contro il WTC: in tutte si nota chiaramente la presenza di un oggetto dalla forma a dir poco sospetta nella parte inferiore della carlinga del velivolo. Si tratta di un oggetto appuntito, assolutamente non presente di fabbrica sui Boeing 767. E’ quindi un qualcosa di aggiunto, che ricorda da vicino un missile Cruise (ma ne riparleremo anche più avanti, analizzando un’altra teoria).

A ulteriore sostegno dell’ipotesi della presenza di un missile Cruise (a prescindere dal fatto che sopra vi fosse un aereo o un ologramma), vi sono alcuni frame di video poco prima che la punta dell’aereo impatti contro l’edificio: una fiamma improvvisa si diparte, in una zona in cui non sono presenti i serbatoi dell’aereo. E se si osservano le foto dell’edificio dal lato opposto poco dopo l’impatto, si nota con chiarezza emergere un oggetto oblungo che non può non far pensare a un missile.

Per tornare nello specifico alla teoria olografica, quali altri elementi hanno fatto ritenere non si sia trattato di un aereo bensì di un’ologramma? in prima battuta, l’intero aereo, ali incluse, pare immergersi nell’edificio senza incontrare resistenza alcuna, a dispetto della presenza di travi d’acciaio. In secondo luogo, la cicatrice lasciata sull’esterno dell’edificio è più piccola di quella che avrebbe lasciato un Boeing 767.

Si aggiunga, inoltre, che l’esame del video dell’impatto ha mostrato come il presunto aereo non subisca nessun tipo di decelerazione che, al contrario, per quanto minima, avrebbe invece dovuto subire al contatto con travi d’acciaio.

Ma è dall’analisi dei video che si hanno ulteriori sorprese che inducono a dar maggior credito alla teoria olografica e che, in ogni caso, mostrano come gli eventi di quel giorno siano stati oggetto di una costruzione mediatica probabilmente senza pari nella storia. Il più emblematico è un video della CNN in cui, da lunga distanza, venivano inquadrate le due Torri a seguito del primo impatto. L’inquadratura, in questo filmato, si restringe vieppiù, fino all’acme finale costituito dall’improvviso arrivo del volo UA 175 e del conseguente schianto. Vari ricercatori hanno analizzato il filmato, calcolando la velocità dell’aereo e la distanza e hanno dimostrato che tale aereo avrebbe dovuto essere già visibile nelle fasi in cui l’inquadratura era meno ravvicinata e si aveva una ampia panoramica della zona: e invece nessun aereo compare all’orizzonte.

Di conseguenza, come si è potuto vedere, la teoria olografica, per quanto non sia quella in cui chi scrive pone maggior attendibilità, presenta senza dubbio varie prove a sostegno, prove che la teoria ufficiale non può assolutamente portare a suo favore, ma ne riparleremo in sede di conclusioni.

La teoria della sostituzione degli aerei

La seconda tesi che andiamo ad esaminare è quella secondo cui la mattina dell’11 settembre si sarebbero effettivamente schiantati due aerei contro il World Trade Center, ma non due aerei di linea, bensì due aerei, probabilmente militari, sostituiti ai primi da parte di una sapiente regia.

Come per la teoria olografica, anzi, ancor più, se possibile, questa tesi ha nelle prove fotografiche, video e testimoniali il suo fondamento e non si tratta di una semplice ipotesi di lavoro basata sul nulla.

Innanzitutto, numerose foto mostrano in maniera indiscutibile come l’aereo UA 175 presentasse una serie di caratteristiche differenti rispetto a un comune Boeing 767: sovrapponendo le immagini di quell’aereo con quelle di un vero Boeing 767 emerge come il primo fosse più piccolo e presentasse un timone di coda differente.

Per non parlare delle testimonianze di persone nei dintorni del WTC, tra cui vari operatori televisivi, i quali affermarono strenuamente come quell’aereo non fosse un normale aereo di linea e come i finestrini fossero oscurati in maniera anomala rispetto a qualsiasi aereo di linea.

A questo punto, pare oltremodo legittimo domandarsi che fine avrebbero fatto i passeggeri dei due voli, dal momento che contro le torri si sarebbero abbattuti dei velivoli non di linea.

Qui giunge in aiuto un comunicato del Cleveland Hopkins International Airport, della stessa mattina degli attacchi, più precisamente delle 11.43 del mattino. Questo comunicato riporta l’avvenuto atterraggio di emergenza di un Boeing 767 della United Airlines, Volo 93 (proprio quello che sarebbe poi stato abbattuto presso Shanksville, in Pennsylvania) proveniente da Boston a seguito di un allarme bomba sorto a bordo ed esprimeva le proprie preoccupazioni per un altro volo della United Airlines, il numero 175 (quello del secondo impatto…). Il comunicato termina dicendo che la United Airlines stava collaborando con le autorità per fornire maggiori informazioni sui voli.

Dopo questo comunicato non si è saputo più nulla ed ha cominciato a imporsi la Vulgata ufficiale che tutti conoscono e spesso ripetono senza cognizione di causa.

Come abbiamo visto, il Volo UA 93 era atterrato a Cleveland, per poi essere abbattuto nei cieli della Pennsylvania. E gli altri voli? La teoria più accreditata è quella secondo la quale il Volo AA 11, il Volo UA 175 e il Volo AA 77 (quello che si sarebbe abbattuto sul Pentagono) siano stati fatti atterrare in una base militare della zona (tre o quattro sono indiziate per la loro vicinanza ai luoghi degli eventi) e i passeggeri siano stati fatti salire sul Volo UA 93, quello che sarebbe poi stato abbattuto presso Shanksville, in Pennsylvania.

Per quanto concerne i velivoli che si sono effettivamente schiantati sugli obiettivi, essi sarebbero stati muniti, per i sostenitori di questa tesi, di un dispositivo di controllo a distanza, proprio come accade con gli Unmanned Aerial Vehicles utilizzati dalle Forze Armate statunitensi (e non solo).

Utilizzo di scalar weapons?

Qualunque tesi si sostenga in relazione alla natura degli oggetti disintegratisi contro le torri (ologrammi su un missile, aerei sostituiti), in ogni caso si giunge dinnanzi a un dato di fatto incontrovertibile: le due Torri non sarebbero mai potute cadere a seguito di un impatto di quel genere. Come provato da team scientifici e da ingegneri di chiara fama, non vi è alcun motivo fisico per cui la struttura potesse cadere.

Di conseguenza, se non è stato l’impatto a far collassare il WTC, deve per forza essersi trattato di qualcos’altro.

Le testimonianze dei pompieri accorsi in loco narrano di esplosioni avvenute di piano in piano, come se gli edifici fossero pieni di cariche esplosive come in una demolizione controllata. Di lì il susseguente collasso strutturale a velocità di caduta libera (vale a dire senza incontrare resistenza alcuna, proprio alla velocità di caduta di un qualsiasi grave dalla cima dell’edificio fino a terra). Tale ipotesi è supportata anche dal fatto che in tutti i filmati si vedono chiaramente esplosioni (con tanto di rottura delle finestre) dai vari piani in perfetta sincronia con il collasso dell’edificio, nonché dall’esame del sismografo di Manhattan che mostra chiaramente scosse sequenziali e ripetute.

Tuttavia tale tesi non spiega varie incongruenze: innanzitutto, i soccorritori giunti sul sito hanno subito espresso il proprio stupore dinnanzi al fatto che i detriti fossero in quantità inconsistente rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati dal crollo di due grattacieli di quelle dimensioni. Ciò che era presente in quantità ingente era polvere, vi era infatti una spessa coltre di detriti polverizzati.

E’ però una sequenza fotografica (ancor più evidente in video) che lascia sbalorditi: in essa si vede una grossa trave di acciaio dell’edificio che in pochi secondi si vaporizza trasformandosi in fine polvere, subendo quindi un processo di polverizzazione a mezz’aria, prima di toccare il suolo. Già questo basterebbe a comprendere come ci si trovi dinnanzi a qualcosa di estremamente inusuale e sofisticato, ma analizziamo ulteriori aspetti.

Molti corpi sono stati trovati in uno stato definito gelatinoso, né bruciati né carbonizzati.

Circa l’80% di ciascuna torre si è trasformato in polvere (a differenza di quanto capita nelle demolizioni controllate o nella caduta di edifici causata da altri fattori).

Oltre 1400 veicoli sono stati distrutti, non carbonizzati ma “tostati”.

Quale dispositivo è in grado di trasformare il metallo in polvere, tostare automobili e rendere gelatinosi i corpi? certamente non dell’esplosivo né qualsiasi arma convenzionale. Esperti di armamenti, quali lo scienziato Tom Bearden, hanno avanzato l’ipotesi che siano stata utilizzata una qualche “scalar electromagnetic weapon”, vale a dire un tipo di arma non convenzionale classificata (rientrante nella vasta categoria delle D.E.W., Directed Energy Weapons) che si baserebbe sull’utilizzo di onde che andrebbero a modificare la composizione atomica degli oggetti, potendo vaporizzarli e cambiarne la consistenza.

A seguito di quanto esaminato, pare lampante come il voler credere alla ricostruzione ufficiale relativa ai fatti dell’11 settembre 2001 non costituisca nient’altro che un vero e proprio atto di fede.

11 Settembre 2001: la grande illusione was last modified: settembre 11th, 2017 by Umbero Visani

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CC BY-NC-SA 4.0 11 Settembre 2001: la grande illusione by Umbero Visani is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

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