Il popolo è un gatto, non un cane

Il popolo italiano comincia a dare segni di cedimento. Gli scontri e le manifestazioni cominciano ad essere più serrate e violente. I giornali additano i manifestanti come fascisti ed estremisti violenti e fanno il gioco del potere nel minimizzare e classificare gli scontri, come quello dei tassisti e degli ambulanti a Roma, non rendendosi conto che il fuoco si sta alimentando ed è pronto a divampare. Altri paesi come Grecia, Francia e non solo hanno già frequenti scontri cittadini di popolani che hanno raggiunto il limite. Il popolo non è un cane, un essere fedele e scodinzolante. Non si lascia maltrattare in eterno con il guinzaglio al collo. Il popolo è come un gatto, menefreghista, che non sopporta guinzagli, sopporta la convivenza, sonnecchia come se tutto non lo riguardasse. Scappa se vede un pericolo, ma quando è messo alle strette esplode attaccando ferocemente. Non essere consci che privare della libertà il gatto e metterlo in un angolo può avere conseguenze disastrose. Il sistema Italia legato al sistema Europa Unita sta strangolando il gatto e lo mette nell’angolo. Le persone hanno margini risicati di sopravvivenza, il ceto medio è stato spazzato via, le prospettive di emulare il disastro greco sono tangibili, i provvedimenti di cui si occupano le forze politiche sono o totalmente inopportuni o assolutamente palliativi e non possono essere diversamente in un paese privo di propria sovranità in ogni campo. Fanno di tutto per non inasprire, per non stringere ancora il guinzaglio, ma è solo illusione, il collo è stretto al limite e sarà ancora più serrato. Non portano il popolo al voto, oddio dato il livello delle conoscenze derivato dalla stampa voterebbe la solita marmaglia globalista quindi cambierebbe il giusto, ma comunque non lo fanno. La paura che possa esserci un risveglio li terrorizza, anche se è un evento remoto, non possono permettersi di perdere il controllo prima di aver completamente smontato il sistema Stato e aver reso il territorio italico un luogo semplicemente organizzato su base finanziaria dove chi detiene il controllo del lavoro e del denaro è il padrone; il popolo? Un accessorio necessario come manovalanza e consumatore. Medioevo 2.0. Scordarsi però che il popolo è gatto, insegna la storia, è un grosso rischio e quando il ceto medio si sarà, nuovamente, rotto gli zebedei lo scontro ci sarà, manca solo un leader e il supporto di sufficienti teste pensanti, ma il popolo è pronto, non basterà un nuovo Grillo per rimetterlo nei recinti mediante un flauto magico, anzi lo stesso popolo abbindolato a guardar le stelle sarà ancora più violento. Salvarsi da questo? Non dipende dall’Italia, da noi non c’è movimento organizzato a livello politico pronto a fare le mosse giuste, tipo art. 50 trattato di Lisbona, la speranza viene dall’estero, flebile, ma possibile. Implodendo l’EU forse ci si salva dal bagno di sangue.
Il popolo è un gatto, non un cane was last modified: maggio 9th, 2017 by Jacopo Cioni

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Jacopo Cioni
Nato a Firenze nel 1967 e quindi bagnato dall'acqua lezza dell'alluvione in fase embrionale. Cresciuto all'ombra delle generazioni fiorentine che mi hanno preceduto respirando sempre aria di Fiorenza. Dentista di professione, obbista per diletto come scribacchino. Il tutto sempre con una chiara ottica: La Libertà è dell'uomo. La Sovranità è del Cittadino. La Democrazia è dei popoli. Decisamente in perenne scontro con me stesso in quanto scopro di avere torto in continuazione e mi consolo vedendo che tanti altri hanno molto più torto di me ma non se lo confessano mai. Persona da non frequentare in quanto assume pillole rosse. POSTS

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