FENOMENOLOGIA DELLA LINGUA TEDESCA

 

VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

 

 

Il fottuto colpo di fulmine e’ una trovata hollywoodiana per farci stare tutti frustrati, io non l’ho mai provato per una persona.Mi e’ capitato pero’ di provarlo per una lingua. Avevo 16 anni, e la mia professoressa del liceo era una balenottera bionda, per capirci una cugina soft di platinette. Un giorno entro´in classe,come sempre prima esponendo il suo seno abnorme gelatinoso e traballante, e con fare arrogante da trans di lusso dichiaro’ “il tedesco e’come lo champagne, per molti ma non per tutti”. Noi liceali la guardavamo e volevamo tutti segretamente ucciderla sottoponendola prima a innumerevoli torture di stampo barbarico.Platinette professoressa di tedesco, severa e implacabile, era la nostra condanna.

Io amavo il francese di Baudelaire e Rimbaud, il tedesco mi sembrava una lingua inventata per istruire i cani. Invece di starla a sentire guardavo Gabellino che appiccicava le caccole sotto al banco, ma poi lei comincio’ a leggere l’inno alla notte di Novalis. Lo lesse in tedesco, e le prime righe le ricordo ancora a memoria: “Welcher Lebendige, Sinnbegabte, Liebt nicht vor allenWundererscheinungen Des verbreiteten Raums um ihn Das allerfreuliche Licht.”

Io non capivo niente ma il mio innocente cuoricino (per quanto si può´essere innocenti a 16 anni dopo essere stati a scuola dalle suore) comincio´a battere forte, ero emozionata, avevo la sensazione di non aver mai sentito qualcosa di più´bello e armonico, ricco di senso anche nel suono .Sentii, senza deciderlo,che avrei dovuto imparare la lingua tedesca in modo perfetto, volevo e dovevo esprimermi come i grandi romantici, che decantavano ballate alla notte e al cielo stellato come una lingua che mi aveva aperto universi neanche immaginati.

Cominciai a leggermi i grandi classici della letteratura tedesca, Goethe, Schiller, Kleist, Novalis e Hölderlin, piu’ tardi mi iscrissi all´universita’ per dedicarmi al mio unico amore, la lingua tedesca.Mi obbligarono a scegliere un’altra lingua accanto al tedesco, e cosi’dovetti sorbirmi due volte alla settimana grammatica russa con un certo Vladimir, un nobile decaduto con le fattezze di babbo natale la cui panza straripante provocava troppo spesso l´apertura della sua patta dei pantaloni, che lui prontamente tirava su´provocando un suono imbarazzante mentre scriveva in cirillico alla lavagna.Io tanto non lo ascoltavo, volevo Trakl, Paul Celan e Else Lasker Schüler.

Poi sono partita.16 anni fa.E non sono più´tornata.All´università´di Erfurt, dove scrissi la mia tesi di laurea, gli studenti tedeschi mi prendevano per il culo.Dicevano che il mio era un linguaggio sfigato.In effetti dicevo frasi del tipo” il fanciullo ohimè´non ha espletato il suo arduo compito”.I miei amici tedeschi parlavo una lingua piena di anglicismi, e dicevano tutto il tempo “cool”.Cosi´cominciai a capire che quel tedesco che mi aveva colpito come un fulmine nella stanzetta asfittica del mio liceo non esisteva più´ e non solo, come il tempo puotrasformare, se la sua anima e´gretta e perversa, una bella fanciulla in un orrenda vecchia, cosi´il tempo aveva trasformato l´oggetto del mio amore in una lingua putrida e malsana.Una lingua che ha paura di se stessa, che gira intorno alle cose.E la natura tedesca ha formato questa lingua, e poiché´i tedeschi non sono più´un popolo di romantici e filosofi ma di frustrati perversi, ci si può´ben immaginare cosa ne e´venuto fuori.Il linguaggio erotico sessuale tedesco e´l´esempio più´eclatante di questa perversione linguistica.

Tutti sanno che il porno con le feci viene dalla germania, anche i bambini di tre anni!

L´industria del sesso sadomaso, con tutte le aberrazioni più´contrarie alla nostra cara chiesa cattolica, fiorisce nella teutonia.

Veniamo ad esempi pratici.I tedeschi non hanno una vera e propria parola per cazzo.Intendo una parola gergale che indichi il pene.

La parola Schwanz significa anche coda, e che razza di rapporto ha un uomo col suo pene o una donna col pene di un uomo se la parola usata per definirlo e´la stessa cosa che sta sul culo di vari animali, tipo anche il maiale.E sappiamo che il maiale e´importante in germania quanto la mucca in india, solo che i tedeschi lo macellano e te lo mettono dappertutto, anche nelle espressioni linguistiche.Hai avuto maiale significa in tedesco” hai avuto fortuna”.Mentre noi diciamo”Non céra un cane”loro dicono”non c´era un maiale.”

Non solo i tedeschi non hanno una parola volgare equivalente alla nostra parola “cazzo”, non hanno neanche una parola che equivalga al nostro “pompino”.In tedesco si usa un verbo, ed e´un verbo che indica un´altra azione, non lo spompinare, ma il “soffiare”.Teoricamente una donna tedesca che vuole farti un pompino ti dice “Ich will dich blasen-ti voglio soffiare”.Da non confondere con fare le bolle di sapone, che in tedesco si dice soffiare il sapone.

Se si fa il servizio completo, prima di soffiare la donna tedesca te ne può´prendere una sotto, che significa fare una pugnetta.Inutile aggiungere che non esiste un sostantivo la definisca la “pugnetta”

In clima erotico e´anche degna di essere menzionata “la verruca del petto”, ovvero il capezzolo.Se tornassi indietro con una macchina del tempo, chiederei ai grandi romantici tedeschi di inventare meravigliose parole sessuali. Ma la macchina del tempo e´un´altra invenzione da film hollywoodiani, come il colpo di fulmine.

FENOMENOLOGIA DELLA LINGUA TEDESCA was last modified: maggio 9th, 2017 by Maria Maddalena Olivieri

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Maria Maddalena Olivieri
Maria Maddalena Olivieri e´nata a Cattolica, laureata in lingue e letterature straniere, se ne e´andata dall'Italia appena ha potuto. Ha lavorato come cameriera, baby sitter, gelataia, radio reporter e altri mille lavori. Adesso insegna italiano e fa' cappuccini. Si e´specializzata nel campo della germanistica e lo studio della societa´tedesca che le fa abbastanza schifo dopo 15 anni che ci vive. @ POSTS

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