Alan Kay: Dynabook

dynabook

ALAN KAY & the Dynabook

Alan Kay is an American Computer Scientist. He is known for his pioneer work on “object-oriented programming” and in “graphical user interface design.”

 

Kay and Goldberg defines computer  “a metamedium” whose content is “a wide range of already-existing and not-yet-invented media.” “It [a computer] is a medium that can dynamically simulate the details of any other medium, including media that cannot exist physically. It is not a tool, though it can act like many tools. It is the first metamedium, and as such it has degrees of freedom for representation and expression never before encountered and as yet barely investigated.”

“I was possessed by the analogy between print literacy and LOGO. While designing FLEX machine I had believed that end user needed to be able to program before computer could become truly theirs—but here was a real demonstration, and with children! The ability to ‘read’ a medium means you can access material and tools generated by others. The ability to ‘write’ in a medium means you can generate materials and tools for others. You must have both to be literate. In print writing, the tools you generate are rhetorical; they demonstrate and convince. In computer writing, the tools you generate are processes’, they simulate and decide. ”

 Seymour Papert & LOGO

A wonderful clip made for television of Seymour Papert’s early work on using computers to spark childrens’ imaginations. Seymour Papert was the man behind the LOGO programming language.

This video was originally downloaded by me in 2008 from the MIT CSAIL AI History website (‪http://projects.csail.mit.edu/films/a…‬). That site no longer seems to function, so I’ve uploaded the film here to preserve it.

Original rights probably belong to CSAIL, but I’m not certain.

Papert sostiene l’uso del computer come supporto all’istruzione e ambiente d’apprendimento che aiuta a costruirsi nuove idee. Il computer viene così usato come macchina per simulare. Realizza anche il LOGO, un linguaggio di programmazione formalmente molto rigoroso, derivato dal LISP, orientato alla gestione delle liste ed alla grafica della tartaruga (mutuata dal Pascal), comprensibile ed usabile anche da bambini delle scuole elementari, dimostrando tra l’altro l’utilità del computer come supporto per l’apprendimento anche per i più piccoli. L’interprete del LOGO è, infatti, uno strumento che consente ai bambini di utilizzare il computer per ottenere rapidamente, ma utilizzando principi matematici e logici rigorosi, risultati concreti: disegni, musica, poesie generate automaticamente. È un modo per dare ai bambini, e anche a chiunque altro, il controllo del computer.

In quest’ambiente, il docente si trasforma in animatore della comunità, promotore di attività in cui i bambini progettano e imparano esplicitando e discutendo teorie sul mondo con cui interagiscono.

La classe funziona come comunità di pratiche scientifiche in cui i bambini comunicano e condividono le loro idee, giuste o sbagliate che siano. Si discute ed ognuno apprende dall’altro. Le idee proposte possono essere valide, altre un po’ meno, ma comunque tutti gli allievi partono da uno stesso piano: ogni idea ha la stessa dignità.

Nelle didattiche proposte da Papert, ha grande importanza la gestione dell’errore: la sua idea è che l’unico modo per imparare in modo significativo sia quello di prendere coscienza dei propri errori. Compito dell’insegnante è quindi anche quello di guidare il bambino nel caso di errore.

ALAN KAY

Alan Kay è inventore del linguaggio di programmazione Smalltalk, è uno dei padri della programmazione orientata agli oggetti. Inoltre ha concepito i laptop, ha inventato le interfacce grafiche moderne, ha contribuito a creare ethernet ed il modello client-server.

Molte delle sue invenzioni sono state concepite presso il Palo Alto Research Center (PARC) della Xerox, dove lavorava come ricercatore. Al PARC Kay studiò tra le altre cose come i bambini apprendessero di più attraverso immagini e suoni che non attraverso il solo testo; dunque sviluppò un ambiente grafico che si rivelò eccezionalmente flessibile e congeniale per i bambini. Alcune tecnologie derivate da questo lavoro, per esempio Squeak, sono ancora adesso considerate “futuristiche”.

Dopo 10 anni al PARC, Kay è stato per 3 anni capo ingegnere presso Atari e nel 1984 è stato assunto da Apple. Successivamente ha lavorato per la Walt Disney e attualmente è consulente della Hewlett Packard e presidente del Viewpoints Research Institute.

DYNABOOK
  • A system which is usable by all ages.
  • A personal medium – flexibility and portability. (Is of a size of a notebook?)
  • Is a Metamedium, can encompass all the media.
  • Has Smalltalk, a programming language that acts as a medium for communication.
  • Can be used for text editing, storage and manipulation of data, drawing, reading, animating, compositing, calculating, et al.
  • Provides immediate response – no discernible pause between cause and effect.
  • Has higher quality, probably better than the newsprint.

In 1968, Alan Kay outlined the Dynabook, calling it a “children’s computer.” The device was never made commercially, but he made a model out of cardboard. In this 2002 Japanese Documentary (NHK Japan), he shows this model.

http://www.mprove.de/diplom/gui/Kay72a.pdf

http://guzdial.cc.gatech.edu/squeakbook/AlanKayForeword.pdf